A Milano non si sfugge alle lezioni di religione
Posted by Padre Joseph in accoglienza, cristianesimo, curia, extracomunitari, Italia, lettera, Lombardia, Milano, razzismo, religione, scuola
Gentile Padre,
sono una donna straniera residente in Italia da quasi vent'anni. Lavoro e risiedo a Milano e verso le mie tasse al comune di Milano, alla regione Lombardia ed allo Stato Italiano. Ormai mi considero italiana ed i miei figli frequentano le scuole italiane. Qualche giorno fa al mio figlio maggiore, che frequenta con profitto le superiori, è arrivata una lettera della Curia con la quale lo si informa che: «Forse sei un po' a disagio in Italia, non conosci le persone, la lingua, alcuni modi di vivere. La nostra storia è profondamente segnata da quasi 2000 anni di religione cristiana cattolica..». Quindi lo si invita a frequentare le lezioni scolastiche di religione, informandolo che esiste una materia «che può aiutarti a conoscere il pensiero e la storia della Chiesa. Se ritieni giusto partecipare, sarai ben accolto. Non sei obbligato, tanto meno a diventare cristiano» ma che «questo corso vuol arricchire le tue conoscenze e portarti a comprendere meglio la tua religione e quella del paese che ti accoglie. Potrai affrontare tanti problemi, tra cui il razzismo e la tolleranza».
Io non voglio contestare che con le mie tasse si paghino insegnanti di religione segnalati dalla Curia e che non hanno fatto alcun concorso pubblico per accedere a posti di ruolo statali, mentre il ministro Brunetta non perde occasione per fare le pulci a tutti gli altri dipendenti pubblici italiani. Mi chiedo solo per quale motivo mio figlio per sentirsi italiano, cioè per sentirsi parte di uno stato ufficialmente laico, debba conoscerne la religione e non la Storia, la geografia, la Costituzione, i veri valori fondanti. Io credo che mio figlio possa sentirsi più italiano studiando approfonditamente, per esempio, la storia del Risorgimento invece che le parabole di Gesù, mentre purtroppo Garibaldi viene liquidato in due paginette che si fanno frettolosamente a fine anno.
Io credo che in questi tempi di crisi i soldi spesi per pagare gli insegnanti di religione potrebbero essere investiti per migliorare le condizioni scolastiche, per ristrutturare la scuola, per comprare qualche libro in più, per migliorare il vitto dei bambini.
Inoltre mio figlio spesso si sente escluso non perchè di religione diversa ma perchè i suoi compagni di scuola lo prendono in giro per il diverso colore della pelle. Non sarà il caso di mandare quella lettera anche ai suoi razzisti compagni di scuola ed alle relative famiglie, visto che forse sono loro che devono affrontare il problema della tolleranza e del razzismo?
Con stima immutata,
Amina
Puona tonna,
lettera est infiata a tuo figlien e no a te, kvinti io no kapisce tu ti kosa ti impiccia. No sa ke no è pello leccere posta altrui? Forse tu tonna stranieren fuole inpetire a cittatinen italianen ti essere patronen a kasa propria e ti instauraren stato konfessionalen ke loro preferisce? Anke io stranieren in Italia ma no fa nulla per kontestaren scelte ti loro kiesen katoliken, anzi io fa parte ti ela. Io rikorta te ke a Recione Lomparta komanta Komunione Und Liperazionen: Komunione kon Tio und Liperazione ta laiken pensieren. Se tu no konkorta tu lipera ti tornare in tuo paesen.
Un po' di chiarezza sui dieci comandamenti
Posted by Padre Joseph in 8 per mille, bibbia, catechismo, chiesa, comandamenti, credenza, cristianesimo, Dio, divieti, donne, ebraismo, fainotizia, fede, humor, idolatria, masturbazione, satira, sesso, teologia, Vaticano
Catechistico Joseph,
sono un'assidua osservante dei Dieci Comandamenti imposti all'umanità intera da Nostro Signore Iddio, così come mi sono stati insegnati al catechismo fin da bambina:
Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.
Può immaginare la mia sorpresa quando, leggendo la Bibbia, ed esattamente Esodo 20:2-17, mi sono ritrovata davanti dei comandamenti completamente diversi:
1) Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.
2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo.
5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.
6) Non uccidere.
7) Non commettere adulterio.
8 ) Non rubare.
9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.
Come vede le differenze sono sostanziali: il secondo vero comandamento è stato completamente cancellato, e per conservare il numero di 10 è stato sdoppiato l'ultimo. A parte rimarcare la differenza tra adulterio (peccato ben definito) ed atti impuri (che secondo la chiesa può essere qualunque cosa che lei decida possa essere) e tra santificare le feste e santificare il giorno del riposo, ossia il settimo della settimana e non solo le feste comandate, mi preme soffermarmi su un altro punto. Parliamo del secondo comandamento: perchè sia stato cancellato è evidente, se fosse osservato bisognerebbe svuotare tutte le chiese di crocefissi, santi e madonne, che hanno come unico fine l'idolatria. Ho chiesto lumi al mio parroco e lui mi ha detto che in realtà il secondo comandamento è riservato solo agli ebrei. Quando gli ho risposto che Dio dice sempre di parlare a Tutti Gli Uomini , che i comandamenti devono essere orrervati da Tutti Gli Uomini e che condanna duramente chi osa alterare le sue parole (Deuteronomio 4:2, “Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla") mi ha contestato che, essendo femmina, non so leggere e non sono qualificata a discutere certi argomenti. Può essere almeno lei esaustivo su una questione che ritengo basilare per ogni bravo cattolico osservante?
Osservantina (grazie a Freespirit)Tonna impiccionen,
per kvale motifen tu messa a leccere Pippia? Forse tu Testimonen ti Ceofen? Prafo katoliken, specie se femminen, no lecce Pippia ma lascia ke sia suo parroken a fare per elo, kosì efitare katifa interpretazionen und polemiken sterilen et stupiten kome kvesta. Kome tu sa Pippia fa interpretaten, no fa presa alla letteren, no è mika Fancelo! No è mika parola ti Tio! E ke io sappia interperetazionen ti macisteren katoliken est la più korretten, o kvanto menen la più rettitizien.
Su atulterien noi presa pikola licenzen poetiken perkè kosì noi potere inklutere in pekkaten anke finokkien. Se lasciare komantamento kome era in oricine si potefa punire solo tratitoren ti moglie und mariten, e finokien lipero ti fare kvelo ke fuole kon suo magnifiken korpen... ehm. In kvesto moto noi potere instillaren terroren anke in pimpo ke fa pugnetten, e tu no fuole ke tuo pimpo fa pugnetten, fero?
Per kvanto rikuarta sekonten, noi fife in società ti imacine e prafo katoliken ha pisognen ti fetere imacinen ti Kristen, sua mammen et altri, per esere sikuren ke loro esiste.
Per tutte kveste racionen io può konsigliare te ti risolfere kvestionen, ke no ha racione ti esseren, smetento di leccere Pippia e ta prafa tonnicciolen tu può tornaren in kiesa a paciare piete sankuinolenten ti krocefissen in segno ti sottomissionen. Io pertona te. Rikorta oferta und otto per millen, thanke.
Dio vuole la pace, anche a suon di bombardamenti!
Posted by Padre Joseph in amore, atei, buddhismo, cattolicesimo, Cei, cristianesimo, Daisaku Ikeda, Dalai Lama, ebraismo, guerra, monoteismo, pace, rabbini, Roma, Tenzin Gyatzo, Vaticano
Rispettabile Joseph,
I rabbini italiani non parteciperanno sabato 17 gennaio alla Giornata sull'ebraismo, indetta dalla Cei, in quanto secondo loro con Benedetto XVI il dialogo tra cattolici ed ebrei è tornato indietro di 50 anni. I capi della chiesa ebraica accusano il Papa di riservare un atteggiamento di superiorità alla fede cristiana e di non prestare ascolto alle ragioni delle altre confessioni monoteiste. Da atea mi stupisco ogni volta che la fede nel vostro Dio non fa che generare violenza, guerre, ingiustizie, odi e rancori, come sta accadendo ancora oggi in medioriente, mentre da buddhista non posso che gioire che gli unici veri leader religiosi che professino amore, pace e comprensione siano proprio i seguaci del Buddha, come Daisaku Ikeda, presidente dei buddhisti Soka Gakkai, ed il Dalai Lama Tenzin Gyatzo, capo del buddismo Gelupa. Quando imparerete anche voi che l'amore ed il rispetto non vanno predicati ma messi in pratica?
Rispettosamente vostra,
Sabina G.
Irrispettosen tonna,
tue pucie no fanno tremare me pizzo ti sottanen. Noi professa und promuofe pacen, ke kolpa afere noi se altri no fogliono la stessa pacen sotto ompra ti krocefissen? In kvesto kasen no resta ke frakassaren su loro fuota kapoccien lo stessen krocefissen, kosì forse loro kapisce meglio. In kvanto a puttismo, efetivamente rompe parekkio skatole a kiesa kon kvesta promessa ti felicità su kvesto monto et in kvesta fita, infece ke in altro monto, facento fare fikura ta improglionen a noi relicioni ke promette felicità post mortem, topo una fita ti dolore und miserien. Noi teferiten Iketa a karante ti pupplicità per konkorrenzen slealen, mentre faciamo uficiale rikiesten ti sostituiren Talai Lamen kon Talai Bilamen: primo Lamen tira fuori felicità und sekonto Lamen taglia ela alla ratice. Ja!
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